sabato 1 marzo 2014

L'ANALISI DEI TESSUTI -2-


LA SETA:


la seta è un tessuto di origine animale a carattere secretivo; essa è formata da due fibrille unite da una guaina, la sericina; la seta come fibra ha una buona resistenza, buona drappeggiabilità, una mano lussuosa e morbida ed è la fibra più sottile e lunga presente in natura (dai 400 ai 1500 mt); è la più lucente delle fibre e per ottenerla bisogna scegliere quella a forma circolare e procedere con la sgommatura. La seta, dopo essere stata cotta diventa molto morbida, quella grezza risulta invece ancora rigida.

(Il "craquant" è il nome con il quale si definisce il noto fruscio della seta)

La seta è molto igroscopica, essa assorbe il 30% senza risultare bagnata, ha una bassa resistenza alle abrasioni, ma una buona forza da asciutta; non è elastica ed al sole perde colore e tenacità; l'aria ne ossida le fibre, ha più tenacità rispetto alla lana; le sue pieghe spariscono facilmente, brucia lentamente e sfregata tra le dita si riduce in polvere; ha forti proprietà isolanti, è quindi ottima per la realizzazione di sciarpe e foulard, non provoca allergie, è fresca d'estate e calda d'inverno. 

Nel X secolo ci fu la prima produzione di seta, in Sicilia, essa venne importata dagli arabi; famosa già ai tempi di Marco Polo veniva importata attraverso l'intero continente, fin al mediterraneo lungo, le vie della seta; dal 1200 divenne molto famosa  a Lucca e nel 1500 anche nel resto d'Europa. A Firenze molto famosa la "Manifattura Lisio."



LAVORAZIONE DELLA SETA:


in primavera, la femmina depone le uova; queste sono messe ad incubare a 15/16 gradi e sottoposte successivamente a riscaldamento a 24 gradi. Nel giro di dieci giorni le uova si trasformano in larve e iniziamo a mangiare gelso, cambiano cinque mute in venti giorni..A questo punto si forma il bozzolo che crea delle secrezioni ghiandolari  producendo filamenti di fibrina e sericina, il processo dura circa quattro giorni e forma un filo lungo che può arrivare ai 1500 mt. (i maschi sono soliti produrre fili più lunghi); i bozzoli variano di colore, a seconda della provenienza: in Giappone le fibre sono ottime, di colore bianco o verdino; in India c'è una gran produzione di seta, ma troviamo la meno pregiata; in Italia la produzione è buona, la città con maggior lavorazione è Como; in Francia la produzione è piccola, ma la qualità delle fibre è molto buona.

Le sete selvatiche o tussah sono invece ricavate da bozzoli di larve allo stato libero, famose sono le sete indiane e cinesi; sete particolari sono la "raponephila", in Madagascar, è molto resistente, ma non raggiunge il nostro mercato e la "bisso" , proveniente da molluschi "pinna nobilis", è una seta preziosissima ed utilizzata per confezionare mantelli per gente nobile.

venerdì 28 febbraio 2014

L'ANALISI DEI TESSUTI





Serve più di un articolo per parlarvi dell'analisi dei tessuti.
E' un argomento dotato di una vasta terminologia, ed oggi ne tratteremo il contenuto, sicura che, dalla prossima seduta di shopping anche voi, oltre a passare in rassegna gli abiti adatti per colore e tessuto analizzerete anche le etichette ..., se non ne siete già abituate, ovviamente..


Partiamo dall'inizio:

  CHE COSA INDOSSIAMO? 
(tecniche di lavorazione e terminologia delle fibre tessili naturali)


TESSUTO: il tessuto è un manufatto, a superficie piana, sottile e flessibile, realizzato tramite un intreccio di fili perpendicolari tra loro; questo processo si chiama tessitura. E' costituito da due elementi: l'ordito (i fili che stanno tesi sul telaio) e la trama (unico filo che percorre da una parte all'altra l'ordito).


Quando acquisto un capo d'abbigliamento,  dopo l'impatto iniziale...., il primo elemento che analizzo riguarda la superficie di cui è composto il capo stesso. La superficie determina la lucentezza alla mano della fibra (la mano è il termine tecnico per indicare la sensazione al tatto; essa definisce le caratteristiche di morbidezza, calore, rigidità, compattezza, pelosità,scorrevolezza, che la mano sente toccando il tessuto);
se la superficie del tessuto è a forma circolare, la mano sarà morbida,scivolosa e lucida; se invece la superficie del tessuto è a forma multilobata (gen. sui poliesteri) la lucentezza, dovuta al rifrangersi della luce, renderà la superficie alla mano liscia, ma con una forma complessa ed opaca.

Analisi Sensoriale dei Tessuti

La lunghezza: si misura in millimetri (per essere filata una fibra deve avere una lunghezza minima di 5mm); la seta è la fibra naturale più lunga, essa raggiunge i 1500 metri, lunghezza media per la lana, per il cotone ed il lino invece la lunghezza è corta e possono essere filate con altre fibre artificiali o sintetiche a piacimento.


La finezza: è la sottigliezza, misurata in millesimi di millimetro; i tessuti più fini sono la vigogna ed il lino, mentre la più grossa è la lana.
 Il rapporto tra la lunghezza sul diametro ci dà un'altra unità di misura; il denaro (pari a 0.05 gr, pari a 450 mm), più il filato è fine, più il titolo in denari è basso.


La lucentezza: indica la riflessione della luce sulla superficie; più la superficie è liscia, più è lucente. le fibre sintetiche e la seta sono in assoluto le più lucenti.


La resistenza: indica la solidità alle abrasioni e allo sfregamento; essa stabilisce quindi la durata di un capo; il nylon è tra i più resistenti.


L'igroscopicità: indica la percentuale massima di assorbenza che una fibra può assimilare, senza risultare bagnata; la lana ha il massimo di igroscopicità, ci sono poi tutte le fibre vegetali/animali come il rayon e l'acetato.


 Fibre idrorepellenti: questo tipo di tessuto NON assorbe l'acqua; le fibre repellenti, NON sgualciscono al lavaggio, ma al tempo stesso la pelle non traspira.


L'elettrostaticità: si verifica sfregando tra loro due materiali e si nota la resistenza al calore. Le fibre naturali, solitamente si decompongono, mentre le fibre sintetiche si fondono tra esse.


La feltrabilità:  proprietà tipica delle lane e delle varie tipologie di fibre animali; durante la lavorazione, il calore, l'umidità e gli acidi, saldano tra di loro le fibre.



La coibenza: è la proprietà delle fibre di essere più o meno isolanti al calore, in relazione al calore del corpo, del tessuto e dell'ambiente esterno.
La tenacità: indica il carico in grammi, necessario a rompere un filo standard (1 denaro). Il lino è il tessuto più tenace, segue il cotone; i tessuti come la seta o la lana più sono tenaci e meno sono lavorabili; molto forti sono anche il nylon e il poliestere; l'acetato e l'acrilico sono invece i più deboli.



La resilienza e la gualcibilità: indicano la capacità di una fibra di essere sottoposta a pressione costante, il cotone ha un indice minimo, mentre per il poliestere l'indice è massimo.




L'elasticità: è la capacità di una fibra di lasciarsi deformare in maniera irreversibile; è una caratteristica fondamentale, soprattutto i test vengono fatti all'altezza di gomiti e ginocchia; (le fibre elastomero sono deformabili al 100%




La flessibilità: indica la capacità della fibra di piegarsi, di drappeggiarsi; molto flessibile è l'acetato, no invece la fibra di vetro.



Il pilling: è la formazione di gruppi di fibre che formano "pallini" sul tessuto.




FIBRE TESSILI NATURALI

Le fibre naturali rappresentano oggi il 40% delle fibre tessili utilizzate nel mondo, il restante 60% è rappresentato dalle fibre sintetiche e artificiali. La fibra naturale maggiormente diffusa è il cotone di cui si producono ogni anno circa 25 milioni di tonnellate.Principali produttori del cotone sono: la Cina, gli Stati Uniti, il Pakistan, l'India, la Turchia ed il Brasile.Anche in Africa è fortemente diffuso e fonte di sopravvivenza per intere regioni. La produzione annuale di lana, supera di poco più i 2 milioni di tonnellate, e le zone maggiormente interessate da questo tipo di economia sono: l'Australia, la Cina, la Nuova Zelanda, l'Iran, l'Argentina ed il Regno Unito; anche in Italia, negli ultimi anni si cerca di recuperare e valorizzare, attraverso filiere autoctone in fase di sperimentazione, questo tipo di materiale altrimenti destinato allo smaltimento nelle discariche.
Ci sono dei vantaggi nell'utilizzo delle fibre naturali, questi risiedono nell'ecocompatibilità dei materiali, che provenendo da fonti rinnovabili, assicurano comodità a contatto con la pelle e ne garantiscono la loro biodegradabilità.




LA LANA:

la lana è una fibra proteica di origine animale, è un filamento corneo a base di cheratina; la parte centrale, detta cortice, costituisce il 90% del prodotto ed il midollo, posto al centro della fibra e composto da materiale molto poroso, il restante 10%.
La lana non resiste alle abrasioni, è debole, non è lucente, ha poca tenacità ed è soggetta al pilling, ma al tempo stesso ha un'elevata elasticità, una coibenza altissima, è isolante ed ha una igroscopicità del 50%.
La lana va lavata con attenzione, non in acqua calda, altrimenti infeltrisce, meglio in acqua fredda con aceto. Senza un ricambio d'aria, gli indumenti di lana, possono autocombustire per l'ossidazione dei grassi; questo tessuto protegge sia dal freddo che dal caldo (tuareg nel deserto)trattenendo l'aria tra le fibre e formando un cuscinetto termoisolante.
Dopo la tosatura, in primavera, il vello (il mantello dell'animale) viene liberato dalle impurità con la spappolatrice che districa e sgrassa (il grasso sebaceo viene impiegato per creme e saponi), viene poi battuto e passato al carbonizzo ed ai lavaggi con il Leviathan (macchinario con detergenti).


Vari tipi di lana:


  • Lana vergine: è la lana di nuova tosatura;
  • Lana di mischia: è la lana vergine, mescolata con lana rigenerata(recuperata da indumenti usati) o fibre sintetiche;
  • Lana shoddy: composta da tessuti pettinati e di maglieria (nuovi o usati);
  • Lana mungo: composta da tessuti follati e infeltriti (tipo la flanella);
  • Lana extract: composta da tessuti misti e trattati, la lana più scadente;
  • Lana di tosa: quella che viene lavorata una o due volte l'anno, ha diverse qualità al suo interno:
durante il ciclo pettinato si ottengono delle lane speciali (merinos o incrociate); per la lavorazione la lana viene aperta, sgrovigliata, lavata, asciugata ed oleata,passata poi tra dei pettini per un'ultima pulitura e per allineare le fibre ed infine passata allo stiratoio per allungarne le fibre; una volta ottenuto il nastro, si ottiene lo stoppino, che viene torso e reso pronto per la filatura; con la lana cardata (termine derivato dal medioevo dove la lana veniva battuta con i cardi, una pianta spinosa simile al carciofo), si ottengono i loden, il mollettone e double-face.

Oggi esistono circa 2700 tipi di lana diversa, in Italia, la più famose sono: la lana sarda, l'altamura, la visana e la gentile di Puglia.

Le lane vengono suddivise secondo razza:
  • Merinos: è data dalle pecore spagnole, è costosissima perchè questo tipo di pecora fornisce circa 10 kg di prodotto a differenza della pecora comune che ne produce circa 2 kg; la merinos ha una fibra lunga, ondulata e soffice;
  • Shetland: (nord della Scozia) questo tipo di lana è ottenuta da razze incrociate quali merinos, inglesi, leicester, lincoln.
  • Mohair: è una lana di capra della Turchia, viene prodotta negli usa ed in sud Africa, ha una fibra lunga ed è la più lucente delle lane;
  • Cachemire: proviene dalle capre del Cachemire, Tibet, India, Afganistan, è la più soffice e morbida, ha poco nerbo perciò  tende ad essere troppo elastica (gli animali vengono pettinati in primavera levando il morbidissimo sottopelo-duvet-, da ogni animale vengono "estratti" solo 110 gr di prodotto, per questo motivo è molto costosa);
  • Alpaca: la lana viene prodotta per tosatura ogni due anni, ha una fibra tenace e lucente, fine e morbida, possiamo trovarne di ben sette tonalità;
  • Vigogna: si ricava da un raro tipo di pecora protetta, ha una lana finissima, leggera e lucente, anche questa è fra le più costose, un animale produce circa 500 gr di prodotto;
  • Lana di cammello: è una lana morbida, come la merinos, può essere gialla, beige e rossiccia, è un tessuto leggero ed idrorepellente utilizzato soprattutto per i soprabiti di lusso e la maglieria;
  • Lana d'angora:deriva dal coniglio d'angora (Cina), ha un pelo lungo e morbidissimo, è delicata e leggera e solitamente utilizzata per la mischia; solitamente la lana viene pettinata al buio per preservare la lucentezza del pelo.

venerdì 21 febbraio 2014

L'ABBIGLIAMENTO PROFESSIONALE (consigli)




Ogni tipo di lavoro ha il suo "dress code": un insieme di regole che determina chiaramente l'appropriato abbigliamento da adottare nelle diverse situazioni.

 Alcuni consigli pratici:

  • le fantasie principali da adottare sono i micro pois e le micro righe;
  • scegliere principalmente abiti comodi, come il jersey o il cotone;
  • il tubino nero rimane il "passe par tout", ed abbinato ad un dolcevita è l'ideale durante una riunione;
  • il tubino smanicato, abbinato ad un cardigan è una versione più informale;
  • i tessuti preferiti sono il marocain e il fresco lana, no al lino ed al taffetà per non lasciare l'effetto "stropicciato";
  • se utilizziamo il jeans, quello più scuro, con la linea da uomo, è il più adatto;
  • ottimi anche i pantaloni in pied de poule, principe di galles o gessato;
  • impeccabile la camicia azzurra con i polsini e il colletto bianchi;
  • l'alternativa alla giacca è il cardigan (che personalmente adoro..);
  • l'etichetta non prevede scollature a contatto con il pubblico;
  • in ufficio ok ai toni del marrone, del beige, del giallo limone;
  • la lunghezza giusta per un abito da lavoro è di 98 cm, a filo con le ginocchia.


LA VESTIBILITA'




La VESTIBILITA' indica la capacità di un indumento di adattarsi alla corporatura della persona che lo indossa. I criteri di base che caratterizzano la vestibilità sono due:


  • IL FIT (lett. adattabilità) : è la lavorazione di un capo sulla base di un preciso disegno che segue le forme del corpo;


  • L'ANTIFIT (lett. contro adattabilità) : il contrario, la forma del corpo è seguita con linee rette; il capo ha la forma più "squadrata" ed una volta indossato assume le pieghe caratteristiche.

Alcuni tipi di vestibilità:

  • SKINNY: estremamente avvolgente per tutta la lunghezza della gamba; larghezza al fondo 14 cm;
  • SLIM: anch'esso avvolgente, con fondo gamba leggermente più ampio (16 cm)
  • REGULAR: scende dritto per tutta la lunghezza, il fondo gamba è di 18 cm;
  • BOOTCUT: scende regolare sulla gamba, fino a metà polpaccio; il fondo è 20 cm;
  • FLARED: scende ampio dalle ginocchia in giù; il fondo è 22/24 cm;
  • CARROT: gamba larga nella parte superiore e skinny in quella inferiore;
  • BOYFRIEND: vestibilità maschile che si adatta al fisico femminile, nata per essere indossata con "una taglia in più"; il fondo è 18/20 cm;
  • WORK: nato come pantalone da lavoro, il multitasche.




Gli "orli": sono il lembo estremo del tessuto, va ripiegato e variamente definito, per impedire le sfilacciature; è la cucitura che chiude il fondo dell'indumento.


mercoledì 19 febbraio 2014

L'ABBIGLIAMENTO E GLI ACCESSORI FEMMINILI




Un abito da donna è un indumento in un unico pezzo, che copre il corpo dalle spalle alle gambe. Anche se i tessuti ed il taglio di un abito da donna variano molto a seconda del modello, tipicamente l'abito è composto da una gonna e da un bustino, cuciti assieme, in modo da formare un unico pezzo. Si infila dalla testa sfruttando lo scollo o una cerniera.

Tipologie di abiti da donna:

nella parte superiore gli abiti possono essere senza spalline, senza maniche, allacciati al collo, fasciati al seno, con una o due bretelle, con maniche corte, con maniche lunghe, possono coprire completamente, parzialmente, o per nulla, la schiena (scollatura posteriore); nella parte inferiore invece possono essere mini (non arriva a metà altezza cosce), corti (da metà coscia fin sopra al ginocchio), longuette (arriva al ginocchio o poco sotto) e lunghi (arriva alle caviglie o ai piedi).

Forme degli abiti:
abito sciancrato: disegna curve sui fianchi e sulla vita

abito attillato: segue tutta la silhouette del corpo
abito con gonna a campana: segna il punto vita e scende largo sulle gambe.
abito con gonna a balze: nasconde fianchi abbondanti e cosce tornite

abito a sacco: dalla linea dritta, non segna il punto vita


Tessuti estivi e primaverili:

tra i vari tipi di tessuti leggeri, adatti alle stagioni calde, troviamo il lino, la seta, la viscosa, l'acrilico elasticizzato, il tulle, il jeans, il cotone






Tessuti invernali ed autunnali:

tra i vari tipi di tessuti, di media o grossa pesantezza, tipici delle stagioni fredde, troviamo invece: la lanetta,il velluto, l'acrilico e la lana

 

I tessuti naturali favoriscono una buona traspirazione corporea rispetto agli artificiali.Negli abiti gli inserti quali: strass, paillettes, swarovsky, tulle, pizzi, seta, velluto e viscosa sono i più pregiati e quindi i più costosi.


Occasioni nelle quali indossare un abito:

l'abito lungo e aderente, è adatto per la sera, non aderente per il giorno; l'abito corto o mini va bene sia per il giorno che per la sera, è adatto a diverse occasioni e perfetto soprattutto in estate, evitarlo al lavoro; gli abiti con la schiena e le spalle scoperte sono adatti nelle stagioni calde e anche qui adatti sia per la sera che per il giorno; l'abito a longuette è adatto per ogni occasione;: tessuti quali il lino, il cotone, la lana, l'acrilico sono adatti per il giorno, mentre i più pregiati quali la seta, il velluto e la viscosa per la sera.

Consigli su colori, fantasie, accessori, scarpe:

  • evitare il viola a teatro ed a qualunque spettacolo dal vivo(non è ben visto in questo ambiente); evitare fantasie evidenti per occasioni formali; i colori come il bianco, il nero, il rosa antico, il rosso cupo, l'argento, il marrone ed il panna sono ok per le occasioni formali e di gala; è buona regola abbinare gli accessori e le scarpe con i colori predominanti del look.


  • copri spalle, stole vanno abbinati al vestito per tonalità e devono avere lo stesso tessuto dell'abito; ok ai perizomi senza cuciture; per abiti molto scollati servono dei reggiseni con bretelle trasparenti, o coppe color carne o in silicone; le calze, in inverno, vanno sempre indossate.


  • con abiti corti ed eleganti servono décolleté o stivali raffinati (in inverno), in estate via libera ai sandali; gli stivali sportivi o anfibi vanno ok con gli abiti da giorno; con abiti lunghi da sera utilizziamo sempre le décolleté( in inverno), o sandali, infradito (per l'estate)
  • pellicciotti (eco) e pelle, stanno bene con giacche eleganti; per le giacche, come per le stole, ricordiamo di abbinare tessuti e colori; evitare giacche a 3/4 con vestiti a 3/4, la giacca deve essere più lunga (abito lungo=giacca corta, abito corto=giacca lunga)

Consigli per l'acquisto:

acquistare abiti adatti all'occasione
comprare un abito, non perché di moda, ma perché ci valorizzascegliere la taglia giustaprovare sempre l'abito prima di acquistarlole cuciture devono essere robuste
assicurarsi che il tessuto sia originale
tenere conto di come si comporta l'abito quando ci si siede


Capi basici del guardaroba:

  • CAMICIE: bianca, beige e nera, adatta dal mattino alla sera, abbinata a gonne o pantaloni;
  • TWIN-SET:composto da top (utilizzato anche da solo e sotto giacca) e cardigan;
  • DOLCEVITA: per mettere in risalto le forme;
  • MAGLIONI: con collo alto, a V, a giro...abbinato ad una sciarpa, o con una camicia sotto;
  • JEANS: grande classico, in base alla scarpa, diventa elegante o sportivo;
  • PANTALONI: a vita bassa, a sigaretta, a palazzo (dipende dal nostro fisico);
  • GONNE: tris completo una corta, una longuette, una lunga;
  • TUBINO NERO: adatto per ogni occasione;
  • T-SHIRT: collo stondato, a V, squadrato, con maniche a risvolto, dalla linea sciancrata, con stampe;
  • CAPISPALLA: cappotti e piumini, in nero o marrone, accompagnano il resto; trench e modelli sahariani con fibbia o cintura;
  • PASHMINE: per un tocco finale;
  • TUTE DA GINNASTICA: usate per lo sport, la giacca, da sola, può essere usata sopra il jeans per un'occasione informale;
  • VINTAGE: per tocchi originali e per ravvivare il look;
  • LINGERIE: il colore nero è indispensabile, per chi ha la pelle chiara ok il viola, il blu, il verde scuro ed il prugna; per chi ha la pelle olivastra, ok il bianco, l'azzurro, il rosa e il melanzana; ricordo le sottovesti che coprono e sono anche sexy.


Nel prossimo articolo parleremo della Vestibilità e dell'abbigliamento professionale.

lunedì 17 febbraio 2014

...BREVE STORIA SULL'ABBIGLIAMENTO...





L'esigenza estetica consiste nel valorizzare ed attualizzare il concetto personale o collettivo del "bello", attraverso il modo di abbigliarsi.

Tutto questo si esprime nel valorizzare, con l'abbigliamento, le parti più "belle" del nostro corpo e a migliorare quelle meno "belle" o meno apparenti.

I messaggi sociali inviati dall'abbigliamento, dagli accessori, dalle decorazioni, possono riguardare e coinvolgere il ceto sociale, l'occupazione, le convinzioni religiose ed etniche, lo stato civile etc..
Le persone devono però conoscere il codice che sottointende al messaggio comunicato, per poterlo pienamente riconoscere.

La storia dell'abbigliamento (indumenti ed accessori che hanno vestito la persona umana nel corso dei secoli), riassume in sé le caratteristiche socio economiche di ogni periodo storico.

Degli abiti si possono studiare le materie prime impiegate, le tecniche di realizzazione, gli aspetti estetici e quelli simbolici, i fattori economici e le gerarchie sociali.

Nel prossimo articolo valuteremo l'abbigliamento femminile ed i suoi accessori, partendo dalle tipologie degli abiti da donna.

CARATTERISTICHE DELLA FIGURA UMANA





L'analisi della figura è il mezzo più efficacie per un consulente d'immagine poiché questo permette di determinare, attraverso le caratteristiche fisiche e personali del cliente, linee, tagli, accessori, colori da utilizzare per enfatizzare o camuffare le parti.

Gli "elementi d'analisi" per la valutazione sono:

  • la "figura orizzontale": parte superiore del soggetto, le spalle, il busto, la vita ed i fianchi, che assieme determinano la figura geometrica (clessidra, ovale, rettangolo, triangolo);
  • la "figura verticale": data dalla proporzione tra la figura orizzontale e la lunghezza delle gambe;
  • le "caratteristiche personali":date dalle dimensioni e dalle proporzioni tra i diversi elementi anatomici (spalle, braccia, punto vita, anche, busto, pancia...); la valutazione determina, in primis, se il soggetto ha linee curve (figura morbida), linee dritte (figura spigolosa, asciutta, generalmente con busto e fianchi stretti) o entrambe.
Un altro elemento d'analisi e la "silhouette del viso", l'obiettivo, in questo caso sarà rendere il viso "ovale".

Le forme da valutare si determinano analizzando:


Tipo di viso da valutare ed eventualmente correggere:


  • "viso ovale": è il viso ideale per tutte le acconciature, ampio all'altezza degli zigomi rispetto all'attaccatura dei capelli ed alla linea della mandibola;
  • "viso quadrato": l'ampiezza della linea della fronte è pari a quella della linea della mascella (la frangia è ok per smussare gli spigoli);
  • "viso triangolare": la fronte è stretta e la mandibola maggiormente pronunciata (ok i tagli corti, voluminosi e scalati);
  • viso "triangolare rovesciato": la fronte è ampia, la mandibola ed il mento sono stretti (ok la frangia ed i tagli pari al mento);
  • viso "rotondo": è un viso senza spigoli, dalle linee morbide dalla mascella fino alla fronte (ottimo un taglio scalato).

Vediamo ora le linee del corpo, da valutare ed eventualmente correggere:


  • "triangolo": l'ampiezza maggiore si trova nella parte bassa della figura; per camuffare questa parte ok ai top vistosi, alle maniche a sbuffo sui vestiti o senza maniche in modo da attirare l'attenzione sulla parte alta del corpo;
  • "triangolo invertito": qui si concentra l'attenzione sulla parte superiore del corpo (spalle ampie), per ribilanciare la figura sono ok le gonne ampie e morbide, i pantaloni larghi, a vita alta e colorati, top attillati, vestiti senza spalline e maglie con scolli a barchetta.
  • "rettangolo": le misure tra le spalle, i fianchi e la vita, sono molto simili, generalmente sottili; sono ottimi gli abiti aderenti in vita e più larghi nella parte bassa, ok alle scollature a cuore sul collo, evitare abiti ampi e senza girovita;
  • "clessidra": qui c'è una proporzione tra il busto ed i fianchi, e la vita più stretta, ok a tutti i vestiti che assecondino le linee del corpo, attillati e skinny;
  • "ovale o diamante": dovremo dare l'impressione di maggior allungamento, evitare di evidenziare il girovita; ok ad abiti morbidi ed ampi, ampie scollature a "V", gonne corte e pantaloni dritti; evitare top corti, come bolero, giacche corte, cinture a vita alta, gonne a pieghe che si fermano sui fianchi.
ABBINARE LE LINEE AL CORPO:

Quando acquistiamo un capo dobbiamo ricordarci di non farci unicamente assorbire dalle mode, ma scegliere abiti che mettano in evidenza i pregi e ne camuffino i difetti; conoscere la propria figura anatomica ci permette di risparmiare tempo e denaro nella scelta dell'outfit e disporre così di un guardaroba adatto alla reale immagine esteriore:
  • per "figure anatomiche di bassa statura o diamante" sono ottimi i tagli verticali e diagonali, gli abiti a due pezzi devono tenere una linea continua, evitando di creare stacchi con cinture vistose;
  • nelle "figure basse e magre" l'attenzione si concentra sulla vita; evitare accessori vistosi, meglio piccoli;
  • per "figure anatomiche alte e formose" indossare abiti con linee verticali da senso di maggior magrezza e le linee diagonali camuffano una statura eccessiva;
  • per "figure anatomiche alte e magre": bene utilizzare abiti con linee orizzontali sulla linea dei fianchi in modo da "spezzare" la figura; buone le linee curve, le stampe, i disegni; da evitare invece i vestiti troppo aderenti.
LINEE GUIDA GENERALI:
  • All'acquisto di un capo ricordiamoci di provare sempre la taglia più piccola e la più grande, per essere certi di aver scelto una taglia perfetta;
  • il colore nero snellisce tanto quanto il marrone, il blu navy e le tonalità scure;
  • scegliere il tipo di tessuto adatto per ottenere un effetto snellente( tessuto leggero e fasciante) o voluminoso (tessuto morbido e pesante tipo il velluto);
  • così come le righe anche i gioielli e gli accessori, in verticale, allungano la figura.

Nel prossimo articolo parleremo di: "l'abbigliamento e gli accessori femminili".